Filed under: buzz marketing, UNBRAND, Uncategorized | Tag: 33, chile, luxottica, miners, oakley
1 miGliardo di persone ha visto in diretta tv il trionfo di emozioni cileno e del genio che ha pensato di mandare 33 paia di Oakley in una buca. Una buca che è diventata il luogo di un evento collettivo live di shock ansia speranza gioia. Copertura media mai vista. Storia di miracolati. Storia live. Storia di persone disperate sepolte vive e della mobilitazione internazionale. La macchina della solidarietà che riesce a strappare dall inferno 33 uomini con gli occhiali. E adesso di interviste, rivelazioni, retroscena e storie personali. Racconti epici. Nuova vita con nuovi occhiali. Storytelling e empatia. E occhiali fantastici. È come se la Luxottica avesse comprato tutti gli spazi pubblicitari durante un superball dei buoni sentimenti. E il superball durasse 1 mese. E sopratutto fosse uno sport di cui davvero interessa qualcosa alla gente in giro per il mondo.

Filed under: UNBRAND, VS Antenna | Tag: 9/11, 9/11 truth, broadcasting, frash, iphone flash, loose change
I media ti fanno vedere quello che vogliono.
Filed under: UNBRAND | Tag: guerrilla marketing, lavazza billboard, the influencers, visual kidnapping, zevs
Quest’anno il meeting di “The Influencers” al CCCB di Barcellona monopolizzato dalla partecipazione straordinaria degli straordinari Yes Men ha riservato poche altre sorprese. La migliore sicuramente durante lo speech di Critical art esemble. Trovarsi seduto a fianco di James Acorn con la sua aurea radioattiva dopo un’ appassionata e surreale apologia del “social uranium” è un emozione difficile da spiegare. L’intervento che ha suscitato il dibattito più interessante è stato quello di Zevs artista/attivista francese autore di eclatanti performance di culture jamming. Una di queste ha coinvolto la Lavazza in un geniale quanto controversa, iniziativa di detournement, un “visual kidnapping” come ama definirlo Zevs. Oggetto del rapimento è stata la ragazza ritratta su un gigantesco billboard in Alexander Plaz a Berlino, un “rapimento” di un immagine pubblicitaria che ha ottenuto contrastanti effetti e pareri, come ha subito evidenziato il dibattito in sala.
Quello che nelle intenzioni dell’attivista doveva essere un gesto di protesta si è in realtà rivelato un evento metropolitano in grado di suscitare attenzione di diversi media, e di creare quel buzz “organico” che molte agenzie cercano di ricreare con pseudo iniziative di marketing non convenzionale. Il marchio Lavazza smette di vendere il caffè, e comincia a far divertire le persone, esce dalla piattezza del billboard, e diventa un evento a tutti gli effetti, facendo parlare di se, creando interesse ed aspettative. Lavazza infatti ha chiesto proprio all’attivista di organizzare altri gesti “futuristi”, altri rapimenti visuali di cui sarebbe stata lieta di pagare il riscatto.
ZEVS VISUAL KIDNAPPING VIDEO FULL




















